Criscitiello: "Girone A molto combattuto!"

di Tutto Siena Calcio
Fonte: TuttoC.com
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Una Serie C che si sta ormai dividendo tra campionato e caos esclusioni, che dovrebbero piovere a breve sul torneo, che ha per altro vissuto anche un calciomercato di riparazione pieno di incertezze, con il regolamento dell'attuale annata stilato proprio il giorno della chiusura delle trattative invernali. Di tutto questo, ai microfoni di TuttoC.com, ne ha parlato il direttore di TuttoMercatoWeb.com e di Sportitalia, Michele Criscitiello. Otto giorni fa il gong alla sessione invernale del mercato: promossi e boccati. "C'è intanto da premettere che fare tante operazioni, siano esse a giugno o gennaio non vuol dire fare bene. Club come Pisa e Potenza si sono mossi bene, ha fatto un mercato mirato il Catania e di contenimento la Juve Stabia, mentre ha operato benissimo anche in ottica futura il Gozzano; il Novara ha preso poi giocatori molto importanti. Di bocciate non ce ne sono, ci sono al massimo società che potevamo non hanno fatto, come l'Alessandria. Mi ha convinto poco anche la Viterbese, e forse il Trapani avrebbe potuto fare un pochino di più". Per Monza e Reggina, da tante definite le regine del mercato, il discorso è a sè? "Hanno fatto un grandissimo mercato, ma perché hanno investito soldi che prima non avevano". Andiamo al campionato. Cambieranno davvero gli equilibri nella seconda parte di stagione? "Non credo ci saranno cambi sostanziali negli equilibri finora visti. Il Girone A è il più combattuto, ma Pro Vercelli ed Entella hanno qualcosa in più delle altre, un po' come la Juve Stabia nel C: le Vespe sono l'unica formazione a non aver mai perso, Trapani e Catania sono un po' lontane. Faranno poi bene anche Potenza e Reggina, così come, nel Girone B, il Monza, che se non vincerà i playoff ha già le basi per provare a stravincere la prossima stagione. Per ora c'è il Pordenone a fare la voce grossa, Tesser è sinonimo di garanzia, i ramarri dovranno solo gestire il girone di ritorno". Matera e Pro Piacenza fuori dai giochi: come incide tutto questo su un torneo già provato dalla folle estate vissuta? "Dico solo che è una vergogna. Il caso Modena, l'anno passato, non ha insegnato niente, e neppure Pro Piacenza e Matera insegneranno qualcosa". Non si può quindi prevedere un cambiamento nel futuro del calcio di Serie C? "Certo che si può, e si può anche mantenere la categoria a 60 squadre, ma per andare a comporla si devono fare scelte ben mirate, non solo in base a chi versa il fondo perduto che poi è anche un po' fine a se stesso. Serve altro, come la solidità effettiva del club, la piazza, le strutture, per le quali mai nessuno è premiato, e il presidente della FIGC Gravina, che conosce bene la Serie C, deve intervenire in modo diverso. Chi parte deve arrivare, e per questo si deve fare come l'A2 di basket, un semiprofessionismo con un regime fiscale inferiore".


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